Beniamino Reitano, noto come Mino

(Fiumara, 7 dicembre 1944 – Agrate Brianza, 27 gennaio 2009)

È stato un cantautore, compositore e attore italiano.

Il video Mino ReitanoEmozioni RAI 2 del 05/11/2014 – durata 1:20 minuti
Federico Russo racconta un cantautore italiano che con le sue canzoni ha unito il nord e il sud e con la sua simpatia e il suo talento ha reso orgoglioso tutto il paese, avendo un successo tale da superare i confini italiani: Mino Reitano. Reitano è stato uno dei cantanti italiani più popolari in Italia e nel mondo. Nato in una famiglia di Fiumara, nella profonda provincia calabrese, da subito dimostra una grande voglia di emergere e di sfondare. Grazie alla sua determinazione, al suo talento e al suo amore per la musica è riuscito, non senza fatica, a conquistare il successo e il cuore del grande pubblico. Tanti ragazzi della sua generazione hanno visto in Mino un esempio da seguire, e così il suo racconto si trasforma in un grande romanzo popolare: una grande storia italiana. Raccontando Mino Reitano e la sua storia si racconta anche uno spaccato del nostro paese e delle sue trasformazioni.

Mino Reitano è conosciuto per la sua debordante vitalità e per la simpatica esuberanza delle sue esibizioni, è considerato un’icona della musica nazional-popolare italiana. I temi portanti delle sue canzoni sono l’amore in senso romantico, il Meridione e lo sradicamento dell’emigrante.

Autore delle musiche di quasi tutte le canzoni da lui incise (spesso in collaborazione con i fratelli Franco e Mimmo), ha scritto anche brani per altri artisti, di cui il più noto è Una ragione di più scritta insieme a Franco Califano per Ornella Vanoni, considerato un evergreen della musica leggera italiana, e anche canzoni per bambini molto note, come “La sveglia birichina”.

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Mino Reitano, in giacca bianca a sinistra, insieme ai suoi fratelli nel 1960

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Il primo trafiletto su Mino Reitano, pubblicato su Sorrisi e Canzoni nº 32 del 6 agosto 1961 a pagina 36

LA STORIA

Mino Reitano si trasferisce in Germania, dove il gruppo è scritturato per una serie di esibizioni, tra cui un club in cui suonano insieme ai Beatles ai loro esordi.

Mino Reitano perde la madre ventisettenne all’età di due anni. Il padre Rocco (1917 – 1994) invece fa il ferroviere e, nel tempo libero, suona il clarinetto ed è direttore della banda musicale del paese in cui vive, Fiumara, piccolo paese sito a 20 km da Reggio Calabria.

Il giovane Mino studia musica per otto anni al Conservatorio Francesco Cilea suonando il pianoforte, il violino e la tromba. A dieci anni è ospite della trasmissione televisiva La giostra dei motivi, presentata da Silvio Gigli.

Muove i primi passi della sua carriera artistica dandosi al rock and roll insieme ai suoi fratelli Franco, Antonio e Vincenzo (detto Gegè) e a Franco Minniti (il nome del complesso varia tra Fratelli Reitano, Franco Reitano & His Brothers, Beniamino e i Fratelli Reitano), e con loro partecipa al Festival di Cassano allo Ionio e alla Rassegna della musica calabrese; nel 1961 debutta con il 45 giri, Tu sei la luce/Non sei un angelo, che gli procura il primo trafiletto su una rivista nazionale, TV Sorrisi e Canzoni (nº 32 del 6 agosto 1961, pag 36).

Alla fine dello stesso anno si trasferisce in Germania, dove il gruppo è scritturato per una serie di esibizioni, tra cui un club in cui suonano insieme ai Beatles ai loro esordi (Reitano raccontò in seguito in molte occasioni l’episodio, e il fatto di aver legato in particolare con John Lennon); rimane lontano dall’Italia per un anno e mezzo. Tornato in Italia pubblica nel 1963 il suo secondo 45 giri, Robertina Twist e il terzo, Twist Time, che passano inosservati.

Continua però a suonare in Germania, anche nei locali della famosa strada Reeperbahn di Amburgo, e a pubblicare in quel paese alcuni dischi, inediti in Italia, con il nome di Beniamino (ad esempio Der Großmogul Von Istanbul).

LA FAMIGLIA

Mino Reitano ha sempre dato spazio al valore della famiglia.

È grazie al successo di questi brani che acquistò, insieme a papà Rocco ed ai fratelli, un appezzamento di terreno ad Agrate Brianza, dove venne costruito quello che fu definito il “Villaggio Reitano” che dal 1969 ospita le diverse generazioni della famiglia Reitano.

E’ questo un punto sul quale vale la pena spendere una riflessione: Mino Reitano, così come soltanto Albano Carrisi in quel di Cellino San Marco in Puglia, sono stati gli unici due soli artisti di successo della musica italiana ad aver sempre dato spazio al valore della famiglia in senso lato, mettendo i frutti e i proventi del proprio talento al servizio di generazioni di parenti, preoccupandosi di dar loro accoglienza, lavoro e opportunità.

GLI AMICI

Mino Reitano aveva milioni di Amici, la gente, il suo pubblico.

Tra questi, il conduttore televisivo Mike Bongiorno – che sarebbe scomparso anch’egli poco dopo l’estate, ai primi di settembre del medesimo anno, e i cantanti Memo Remigi, Little Tony, Gianni Morandi, Massimo Ranieri, Roby Facchinetti e Adriano Celentano, che la domenica soleva andare a giocare a pallone da lui. Tanti altri Adamo, Bobby Solo, Charles Aznavour, Cristiano Malgioglio, Fausto Leali, Fiorello, Franck Sinatra, Franco Michel, Gigi Sabani, Gigliola Cinquetti, Iva Zanicchi, Lucio Dalla, Mara Maionchi, Mara Venier, Mario Luzzato Fegiz, Milva, Paolo Limiti, Paul Anka, Paul McCartney, Pippo Baudo, Rosanna Fratello, Toto Cotugno …

San Remo 2009

RICONOSCIMENTI

La sera del 19 febbraio 2009, durante il Festival di Sanremo 2009, Paolo Bonolis ha ricordato Reitano facendo cantare ad Ornella Vanoni il brano Una ragione di più, mentre il giorno dopo ha consegnato il premio postumo alla carriera alla moglie Patrizia. Nel corso della serata finale del Festival gli viene assegnata anche la “Palma d’oro”, il trofeo simbolo della kermesse sanremese.

Sabato 14 aprile 2012 su Rai 1, in prima serata, è andato in onda Avevo un cuore che ti amava tanto, un programma a lui dedicato a tre anni dalla scomparsa e condotto da Massimo Giletti (nella veste anche di coautore). Oltre alla moglie Patrizia – che ha ideato la trasmissione – e alle due figlie, alla festa hanno partecipato Gianni Morandi e Massimo Ranieri che hanno interpretato alcune sue canzoni; varie le testimonianze di chi lo ha conosciuto nel campo musicale e televisivo.

CURIOSITÀ

Tifoso della Reggina, Reitano nutriva anche una simpatia per l’Inter; per la squadra nerazzurra, nel 1980, compose l’inno Alè Inter, dedicato ai campioni d’Italia di allora. La musica era stata in origine composta da Reitano come parte della colonna sonora del film Lady Football, interpretato dallo stesso Reitano, e successivamente adattata come inno dei nerazzurri, cambiando ovviamente il testo.

Nel 2000 partecipa all’incisione dell’inno del centenario della Lazio.

Nel 2002 ha inciso una cover in lingua italiana del famoso pezzo “Basket Case” dei Green Day, intitolata “Mino, dove vai?”; la canzone non è mai stata pubblicata, ma Reitano ne ha fornito una performance dal vivo in una puntata del Maurizio Costanzo Show.

Il Comune di Malvito, in provincia di Cosenza, su proposta del Sindaco Giovanni Cristofalo, ha intitolato il Piccolo Teatro Comunale a Mino Reitano.

Il 5 novembre 2014 su Rai 2 è andato in onda uno speciale di Emozioni dedicato a Mino Reitano.

Il 7 dicembre 2015 il comune di Reggio Calabria ha intitolato quella che era Piazza della Libertà, una tra le più importanti della città, a Mino Reitano.

Il legame fra Mino Reitano e la Calabria fu autentico e viscerale.

A migliaia infatti, i reggini e i calabresi affollarono i suoi concerti durante il tour “Viaggio Mediterraneo”, voluto alla fine degli anni ’90 dal Presidente del Consiglio Regionale del tempo Giuseppe Scopelliti, che per due anni consecutivi lo vide esibirsi, unitamente ad altri artisti calabresi, in molti comuni della regione (fra questi, lo storico, indimenticabile concerto di Reggio in Piazza Indipendenza nel 1998). Seguirono gli anni dell’incarico onorifico di “Ambasciatore della calabresità nel Mondo” nel 2000 e del San Giorgio d’Oro, quale reggino illustre nel 2005. Il 25 ottobre 2009, a poco meno di 8 mesi dalla sua scomparsa, le Poste Italiane lo celebrarono con l’emissione di un francobollo facente parte di una serie di tre valori dedicati alla storia della musica italiana (gli altri due furono dedicati a Pavarotti e Rota). Questo speciale evento, il comune di Reggio lo volle organizzare d’intesa con la locale filiale delle Poste in contemporanea nazionale, distribuendo le cartoline con l’immagine di Mino, con il francobollo e l’annullo postale, nel corso di una emozionante cerimonia a Palazzo S. Giorgio”.

CONTATTAMI

Adesso sono in giro per sostenere il ricordo di mio fratello Mino. Mi puoi inviare una e-mail e ti risponderòo al più presto.

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